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LA SCELTA DELLA PRIMA STAZIONE RADIO
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A seguito della nuova normativa in fatto di licenza e dell'abolizione dell'esame di telegrafia, una moltitudine di radioamatori prima confinati nelle pur affascinanti VHF e superiori, si stanno affacciando nelle ancor più affascinanti HF e si trovano nella necessità (se pur piacevole..) di acquistare il loro primo apparato per questo settore di frequenze non proprio conosciutissimo e dalle caratteristiche dissimili dalle V/UHF. Anche su queste frequenze la parte più critica è rappresentata dal ricevitore che deve essere sì sensibile, ma sopratutto deve sapersi destreggiare tra segnali forti provenienti sia da altri radioamatori che dalle famose broadcastings che troppo spesso scaraventano all'ingresso del ricevitore segnali a livello di milliVolt capaci di mandare in crisi qualsiasi ricevitore, grazie alle potenze in gioco che possono arrivare alle centinaia di KWatt. |
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Se in V/UHF la ricerca punta quasi solo su sensibilità e cifra di rumore, trascurando spesso dinamica e intermodulazione, in HF la questione si capovolge: la sensibilità diventa un fattore meno importante della dinamica e della intermodulazione, mentre la selettività assume una importanza spesso determinante. Infatti il noise di fondo caratteristico delle onde corte è per sua natura ad un livello elevatissimo rispetto a quello che si trova sulle V/UHF ed è spesso controproducente disporre di ricevitori con sensibilità dell'ordine dei 0,16 microVolt , anche se sulla carta questo appare un dato appetibile. Come succede anche in altri campi ( meccanica, ottica etc) non è sempre producente esasperare le prestazioni senza tener conto del risultato finale della realizzazione. Sarebbe come aumentare solo la potenza di un motore senza considerare la ciclistica di un automezzo o come esasperare la sensibilità di un teleobiettivo fotografico senza tener conto delle distorsioni o del contrasto del sistema. Un ricevitore in grado di assicurare una sensibilità sui 0,3 microVolt per 10 dB S/N è in grado di ricevere qualsiasi segnale presente nello spettro delle onde corte, mentre sulle bande più basse dei 40/80/160 metri questo livello potrebbe scendere a 1 microVolt e oltre.. Spesso si impegnano cifre di tutte rispetto per acquistare un prodotto che si rivelerà sovrabbondante per le nostre esigenze: perchè acquistare una Ferrari per usarla in città o per andare in ufficio...?? Sarebbe lo stesso controsenso che acquistare una piccola utilitaria per compiere lunghi e veloci viaggi autostradali. Se siamo portati più per le chiacchiere a livello nazionale da tenersi su 40 e
80 metri
, meglio cercare un prodotto di fascia media che ad un costo contenuto ci assicurerà anni di buon funzionamento. Se invece siamo bramosi di avventurarci nella caccia al DX , meglio non accontentarsi (salvo cambiare dopo poco tempo...) e cercare subito un prodotto di buon livello, puntando sulle prestazioni pur tenendo presente il lato economico. |
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Chi poi anela di buttarsi nelle competizioni estreme (Contest...) non può far altro che cercare nel settore 'Ferrari' con in più la necessità della affidabilità (48 ore continue con il motore al massimo non sono uno scherzo). Per contro, la selettività del ricevitore deve essere sempre rapportata all'uso che ne viene fatto, tenendo presente sia il modo di emissione sia le modalità di impiego. Per coloro che non amano la telegrafia , la RTTY o altre tecniche cosidette 'digitali', è inutile buttare soldi per installare costosi filtri 'stretti', se mai un buon filtro a 2kHz per la SSB potrà aiutare in caso di banda affollata, anche se le tecniche più moderne puntano moltissimo sui sistemi DSP estremamente flessibili e dal buon esito. Per contro i cultori della telegrafia non possono farsi mancare una coppia di filtri a 500 e 250 Hz, magari raddoppiando il sistema sulle due frequenze intermedie disponibili se il ricevitore lo permette, o affidandosi al solito DSP di poc'anzi. La diatriba " filtri o DSP" non ha ancora avuto una risposta definitiva, entrambi i sistemi sono validi e l'ideale sarebbe di disporre di entrambe le soluzioni, quindi Roof Filter nella prima IF, filtri classici nella seconda( e terza se esiste..) e DSP nell'ultima conversione, prima della BF. Per sfatare una credenza che spesso trova seguaci , non è aumentando il numero delle conversioni che migliorano le prestazioni di un ricevitore, se mai sarebbe vero il contrario... Gli stadi che più possono creare problemi di intermodulazione e distorsione sono proprio quelli di conversione, specie se gli oscillatori ad essi abbinati non sono assolutamente esenti da rumore. Purtroppo le conversioni sono necessarie per poter disporre delle IF che andranno opportunamente dotate di filtri , per creare il (o i) pass band tuning e infine l'ultima IF sufficentemente bassa da essere dotata di DSP. L'ideale sarebbe avere una sola conversione , ma per eliminare la frequenza immagine occorre che quesdta sia molto alta tra i 50 e gli 80 MHz e sia i filtri che il DSP non sono ancora in grado di lavorare a frequenze così alte (salvo che per il Roof Filter), per cui ancora dobbiamo tenerci le conversioni e gli stadi mixer con tutti i problemi del caso. La ricerca per migliorare selettività e intermodulazione ha portato i costruttori a puntare sempre di più sulla qualità degli stadi RF, quelli più prossimi all'antenna. |
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Non che abbiano scoperto niente di nuovo, in quanto già negli anni '60 c'erano OM che costruivano preselettori per i ricevitori con bobine ad altissimo Q tanto performanti quanto ingombranti. Il passo avanti è stato di dotare il ricevitore di più filtri nello stadio di prima conversione, di solto sui 60-70 MHz, con varie bande passanti, di piccole dimensioni e dalla ottima resa, in grado di ridurre sia le interferenze che il rumore. Beninteso, esistevano già sugli apparati 'vecchi' di una decina d'anni, ma erano filtri economici con una banda passante di almeno 15 kHz e con un fattore di forma poco efficace. Il fatto di averlo battezzato 'Roof Filter' è stato un po' azzardato: come chiameranno poi il prossimo filtro "iper selettivo" da sistemare direttamente sullo stadio di ingresso dell'antenna ??? Chi intende praticare le tecniche digitali più avveniristiche (PSK31 etc) dovrà cercare di integrare l'apparato con un oscillatore termostatato per assicurare una eccellente stabilità, anche se molti apparati della fascia alta già lo montano di serie. La tecnica migliore e più risparmiosa è quella di scegliere il prodotto in una configurazione base minima, ma che può essere aggiornato con facilità sulla base delle effettive esigenze. In questi tempi di finanze "ristrette", anche le case produttrici sono entrate in questa ottica e iniziano a immettere sul mercato prodotti 'custom' , da personalizzare a seconda delle esigenze ( ad esempio il nuovo FT2000). Volersi assicurare un prodotto rifinito al 150% al momento dell'acquisto si rivela spesso uno spreco inutile, quasi sempre per le carenze dell'operatore e a distanza di anni per la naturale selezione data dalla rapida evoluzione della tecnica che rende obsoleti oggetti che fino a pochi anni fa erano al top dei desideri degli OM |
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| Da parecchi anni si è poi assistito allo sviluppo degli apparati piccoli, sempre più piccoli e in grado di coprire qualsiasi frequenza tra quelle concesse ai radioamatori e ... anche di più. Molto spesso chi li sceglie lo fa per necessità (gli spazi nelle case sono sempre più ridotti a causa della concorrenza dei PC etc) o per vezzo o per via che oggi ci è permesso il veicolare. Gli unici ad apprezzare completamente questi prodotti sono forse gli automobilisti e chi si diletta del portatile estremo ( tipico esempio il piccolissimo FT817), in quanto le prestazioni sono state studiate proprio per questo utilizzo che non comporta antenne di grandi dimensioni, ma verticali dalle prestazioni discutibili ( per via delle dimensioni ridotte) che di rado vanno a sovraccaricare il ricevitore ... Pur riconoscendo che le prestazioni di questi piccoli gioielli sono ad un ottimo livello, non vorrei offendere la sensibilità di nessuno asserendo che un apparato di piccolissime dimensioni funzionerà meno bene di uno di dimensioni maggiori (per lo più) o che un apparato che fa tutto ( dai
160 metri
ai
70 cm
) avrà certamente qualche pecca su qualche settore di frequenza... Uno dei consigli più ovvi per quanto riguarda la stazione "base" è quello di prendere in considerazione l'acquisto di un apparato dedicato alle V/UHF ed uno per le HF , comprendendo in questo settore anche i 50 MHz che per diritto cadrebbero sotto la voce VHF ma che i costruttori inseriscono per lo più in apparati HF. Al momento della necessità di disporre di un secondo apparato, la scelta potrà cadere nella cerchia dei piccolissimi 'factotum', in grado di assicurare dai 5 ai 100 W di potenza. Inutile spendere parole per quanto riguarda l'estetica e la già ricchissima dotazione di quegli affascinanti e talvolta superflui prezionismi che mancavano completamente nelle produzioni di vent'anni fa e che ci permettono oggi di avere memorie in sovrabbondanza, registratori vocali ottimi per chi fa contest (se usati con intelligenza) o per chi si diletta con scherzi di cattivo gusto, memorie flash, scansioni programmate per modo, banda etc, ammalianti visioni di ipotetiche bande passanti che si spostano al ruotare delle manopole ( come se le orecchie non fossero disponibili..) e tante cose interessanti destinate a riempire le ore di noia che questi anni di scarsa propagazione ci stanno regalando ma che perderanno irrimediabilmente tutto il loro fascino allorchè il Pacifico si farà risentire con i segnali consueti. Per quanto riguarda la parte trasmittente della stazione, c'è poco da dire.... 100 W bastano per fare il giro del mondo se c'è l'aiuto della propagazione, 200 W talvolta possono aiutare. La tendenza è di costruire stazioni ricetrasmittenti sempre più potenti, per eliminare l'acquisto e l'uso del famoso e famigerato 'amplificatore lineare' che popola i sogni di molti OM insoddisfatti che impareranno a loro spese che un forte campo elettromagnetico mette in moto una serie di conseguenze che invece di portare sollievo e soddisfazioni comporterà problemi e incomprensioni con il vicinato se non con la famiglia stessa, un aumento della bolletta dell'Enel e una minor soddisfazione nella riuscita del QSO, mentre gli amici di un tempo commenteranno i loro exploit con un lapidario " eh..grazie.. con il lineare ...!!! ". |
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